Stellantis N.V.

La crescita del titolo Stellantis si fermerà?

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La crescita del titolo Stellantis si fermerà?

Andamento recente del titolo Stellantis

Le azioni Stellantis (MILANO:STLAM) hanno registrato una crescita significativa, salendo del 2,7% dopo un incremento dell'8% nella giornata precedente. Questo andamento positivo è stato favorito da aggiornamenti sugli standard energetici negli Stati Uniti e da possibili rinvii da parte dell'Unione Europea riguardo al bando sui motori a combustione. Attualmente il titolo quota a €10,20, avvicinandosi ai massimi recenti, anche se rimane ancora inferiore dell'11,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Valutazione e obiettivi raggiunti

Nell’analisi precedente dedicata a Stellantis, era stata espressa una valutazione positiva, nonostante il titolo si trovasse sui minimi storici attorno agli 8 euro. La fiducia era sostenuta principalmente dal piano di espansione nel mercato statunitense, ritenuto particolarmente convincente. Il target fissato a 10 euro è stato effettivamente raggiunto, confermando la solidità delle prospettive individuate.

Risultati finanziari del terzo trimestre

Nel terzo trimestre, Stellantis ha riportato ricavi pari a €37,2 miliardi, segnando un aumento del 13% rispetto all’anno precedente, spinto da una crescita nelle consegne (+13%). L’incremento è stato attribuito a un effetto volume e mix positivo del 16%, favorito da una forte dinamica commerciale in Nord America ed Europa, e da un impatto positivo dei prezzi dell’1,5%, che ha compensato parzialmente un effetto cambi negativo del 5%. Questi risultati segnano un ritorno alla crescita dopo sette trimestri consecutivi di calo.

Ripresa negli Stati Uniti: segnali e limiti

Il Nord America si è distinto per vendite pari a €16,05 miliardi (+29%), con consegne salite a 325.000 unità (+35%). Il traino è venuto da volumi più elevati, soprattutto per i modelli Jeep Wrangler e Ram light-duty, che hanno compensato l’effetto negativo del cambio. La ripresa negli Stati Uniti appare promettente, con vendite in crescita del 6% su base annua; tuttavia, i dati del terzo trimestre 2024 sono stati influenzati da iniziative di riduzione delle scorte che hanno limitato la produzione, contribuendo in parte all’incremento registrato. Inoltre, come altri produttori americani, Stellantis potrebbe aver accelerato la vendita di veicoli elettrici e ibridi plug-in per sfruttare il credito d’imposta federale da $7.500 prima della sua scadenza, facendo lievitare temporaneamente i numeri. Il miglioramento sequenziale di 40 punti base nella quota di mercato, ora al 7,4%, è incoraggiante; tuttavia, il dato rimane stabile su base annua e distante dal picco del 12% raggiunto nel 2022.

Performance in Europa: resilienza e prospettive

L’Europa allargata ha generato ricavi per €13 miliardi (+4%), con un aumento delle consegne dell’8% a 534.000 unità, trainato dalla crescita delle vendite nel segmento B, in particolare di Citroën C3 e Fiat Grande Panda. Il risultato è stato sostenuto da volumi e mix favorevoli, che hanno compensato incentivi più elevati e pressioni valutarie. La leadership nel segmento dei veicoli commerciali leggeri (LCV), dove Stellantis è primo in Europa, ha bilanciato la debolezza delle auto passeggeri, che nei nove mesi hanno registrato un calo del 5,6% e una quota di mercato scesa dal 15,9% al 14,7%. Tuttavia, due mesi consecutivi di aumento delle immatricolazioni fanno intravedere una possibile ripresa, trainata dai nuovi lanci di prodotto. Nonostante ciò, si prevede che incentivi sui prezzi e una maggiore quota di veicoli elettrici (BEV) possano impattare negativamente sulla redditività nell’intero anno 2025.

Guidance aziendale e prospettive future

Stellantis ha confermato una guidance prudente per il secondo semestre, fornendo poche indicazioni aggiuntive. Il gruppo prevede vendite superiori rispetto al primo semestre, un margine AOI compreso tra l’1% e il 4% e un free cash flow (FCF) migliorato rispetto ai primi sei mesi, che avevano visto un deflusso di €3 miliardi.

Prospettive tecniche e attese per il futuro

Dopo aver raggiunto la soglia dei 10 euro, non sono previsti ulteriori aumenti significativi nel breve periodo secondo la mia opinione. L’attenzione è rivolta al 4 marzo 2026, data della prossima trimestrale, per capire se il management fornirà indicazioni più dettagliate sul piano industriale futuro. Dal punto di vista tecnico, la situazione appare positiva: le quotazioni sono sopra le medie mobili veloci e lente, il che potrebbe proiettare il titolo verso quota 11 euro.

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