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Bitcoin scivola sotto USD 113.000: Jackson Hole alza la tensione, occhi su Powell

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Aggiornato al 20 agosto 2025, 10:00 CET

Takeaway: volatilità in aumento mentre il mercato ricalibra i tagli ai tassi

Bitcoin (BTC) cede terreno e scivola sotto USD 113.000, con un minimo intraday intorno a USD 112.565. Il simposio di Jackson Hole – in calendario presso la Federal Reserve Bank of Kansas City dal 21 al 23 agosto 2025 – riporta al centro le attese sui tassi della Fed.

In questo contesto, la posta in gioco è evidente: il tono di Jerome Powell potrebbe ridisegnare il profilo dei tagli e incidere sulla propensione al rischio su tutti gli asset, crypto incluse.

Secondo i dati raccolti da tracker pubblici e report settimanali, nelle ultime settimane gli afflussi verso prodotti legati a Bitcoin hanno rappresentato un driver operativo rilevante per la dinamica dei prezzi.

Ad esempio, CoinShares ha registrato afflussi netti record di USD 4,39 miliardi nella settimana terminata il 21 luglio 2025, un indicatore di domanda istituzionale ancora forte sul mercato degli asset digitali.

Gli analisti di settore osservano inoltre che il posizionamento via ETF spot e i volumi in prossimità di eventi macro (come Jackson Hole) stanno determinando picchi di volatilità intraday più accentuati rispetto ai mesi precedenti.

Effetti attesi dal discorso di Powell

Un messaggio accomodante tenderebbe a sostenere il sentiment e gli asset più rischiosi; viceversa, un’impostazione restrittiva rischia di riaccendere la volatilità e favorire nuovi test dei supporti. Va detto che il mercato cerca chiarezza su timing e profondità dei tagli attesi lungo il 2025, elementi che, se dettagliati, potrebbero ridurre l’incertezza di breve.

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La rottura al di sotto di USD 113.000 riflette un intreccio di variabili macro e segnali tecnici.

Da un lato, l’incertezza sui tassi di interesse spinge a ridurre l’esposizione al rischio; dall’altro, l’area USD 112.000–113.000 viene considerata chiave per evitare un indebolimento più marcato.

Se questo supporto dovesse reggere fino agli interventi di Jackson Hole, un rimbalzo tattico resta sul tavolo; al contrario, una violazione netta potrebbe innescare vendite a cascata (per ulteriori dettagli tecnici, vedere ad es. Investopedia).

Inflazione e FedWatch: come si muovono le aspettative

I dati sull’inflazione USA restano il perno del quadro macro. L’ultimo report sul CPI (indice dei prezzi al consumo), pubblicato dal Bureau of Labor Statistics, ha contribuito a ridimensionare l’idea di un rapido allentamento dei tassi, spingendo gli operatori a ricalibrare le probabilità implicite di taglio.

Secondo il CME FedWatch, le chance di un primo taglio si sono abbassate dopo il report, segnalando un atteggiamento di maggiore prudenza.

Di conseguenza, il messaggio che arriverà da Jackson Hole potrà confermare o ribaltare questo pricing, con impatti immediati su dollaro, rendimenti e sull’intero comparto crypto. Un aspetto interessante è la sensibilità dei mercati a sfumature di linguaggio anche minime.

Tassi Fed e scenari al simposio

Il fulcro della discussione riguarda la traiettoria dei tassi d’interesse nel 2025. Un orientamento più chiaro sul timing e sulla velocità dei tagli potrebbe attenuare il “rumore” di breve periodo e offrire maggiore visibilità ai mercati.

  • Scenario accomodante: conferma dei tagli nel 2025, con attenzione ai rischi sulla crescita; uno scenario che costituirebbe un sollievo per gli asset rischiosi.
  • Scenario neutrale: approccio “data-dependent”, senza nuove indicazioni sostanziali; ci si attende volatilità episodica e un mercato in fase di attesa.
  • Scenario restrittivo: enfasi su un’inflazione persistente e sulla possibilità di rinviare i tagli, con pressione su BTC e sugli asset più sensibili.

Come ricordato nell’ultimo comunicato FOMC, “the Committee remains highly attentive to inflation risks” e “will continue to assess incoming information and its implications for monetary policy” (fonte: Federal Reserve).

Indicatori chiave a breve termine

  • Livelli tecnici BTC: supporti a USD 112.000–113.000; resistenze a USD 115.500–116.800.
  • Indicatori macro: dati CPI, PCE, richieste di sussidi; monitoraggio dei rendimenti e dell’indice del dollaro (DXY).
  • Flussi: analisi degli afflussi/deflussi negli ETF spot su Bitcoin (tracker: Farside).
  • Liquidità: approfondimento sulla profondità dei book e sugli spread delle principali piattaforme di scambio, soprattutto in prossimità degli eventi di maggiore rischio.
  • Eventi: intervento di Powell a Jackson Hole e successive comunicazioni della Fed.

Impatto previsto dei tagli Fed su BTC

In teoria, tassi d’interesse più bassi tendono ad accrescere la liquidità e l’appetito per il rischio, condizioni che storicamente hanno sostenuto asset ad alta beta come Bitcoin. Va detto che il legame non è lineare: contano i flussi istituzionali (da ETF, fondi, ecc.), il posizionamento, la dinamica dei rendimenti reali e il contesto globale.

Flussi ed ecosistema: dove si muove il capitale

Oltre ai driver macroeconomici, l’attenzione resta sulle dinamiche dei flussi degli ETF spot e sull’adozione istituzionale, monitorate tramite tracker pubblici e filing regolamentari.

Una ripresa degli afflussi netti potrebbe incidere direttamente sulla domanda di BTC, mentre deflussi prolungati rischiano di accentuare la fragilità dei supporti tecnici.

Tracker e report settimanali come quello di CoinShares mostrano come variazioni negli afflussi settimanali (es. record di USD 4,39 miliardi nella settimana al 21/07/2025) possano avere un impatto immediato sulla pressione di acquisto/venta verso gli ETF spot.

Previsioni a breve: scenari operativi

  • Se il supporto tiene: possibile rimbalzo verso area USD 115–117k, con volatilità elevata nell’intorno dell’evento.
  • Se il supporto cede: rischio di accelerazione ribassista, con attivazione di stop e liquidazioni, proiettando l’asset su livelli inferiori.
  • Driver di conferma: il tono di Powell, eventuali variazioni nelle probabilità FedWatch, l’andamento del dollaro e le performance degli ETF spot.

FAQ rapida

Come influisce il CPI sui mercati crypto?

Un CPI superiore alle attese porta il mercato a prezzare tassi più elevati e più a lungo, riducendo l’appeal degli asset rischiosi. Al contrario, un CPI più basso tende a favorire una maggiore propensione al rischio.

Perché Jackson Hole è importante per Bitcoin?

Il simposio offre importanti segnali di policy che incidono sul costo del capitale, sulla liquidità e sul posizionamento degli investitori: variabili con impatto diretto su domanda e prezzo di BTC.

Conclusione

Bitcoin attraversa una fase di incertezza in cui il tono della Fed può orientare le prossime direzioni di mercato. Con i supporti sotto osservazione e una crescente volatilità, la traiettoria dei tagli monetari resta il principale catalizzatore.

Nel giro di poche ore, gli interventi attesi a Jackson Hole potrebbero ridefinire le aspettative su tassi d’interesse, dollaro e, di riflesso, su tutto l’ecosistema crypto.

Fonti

  • Federal Reserve Bank of Kansas City – Jackson Hole Economic Symposium
  • CME FedWatch – Probabilità implicite sui tassi
  • Bureau of Labor Statistics – Consumer Price Index (CPI)
  • Federal Reserve – FOMC Statements
  • Farside – Bitcoin ETF Flow Tracker
  • CoinShares – Digital Asset Fund Flows (21 July 2025)
  • Investopedia – Jackson Hole Symposium Overview

Nota redazionale: I valori puntuali dell’ultimo CPI (variazione mensile e tendenziale) e le percentuali espresse dal CME FedWatch vanno aggiornati non appena disponibili i dati ufficiali, per garantire la massima accuratezza (dato da verificare).