Energy - L'ad Tinazzi: "Aste, all'Italia serve un cambio di strategia"
"In Italia si sta lasciando spazio solo ai produttori cinesi. E nemmeno a quelli virtuosi, ma ai più scadenti". Lo ha detto Davide Tinazzi, ad di Energy, tra i principali player italiani nel settore delle batterie e sistemi di accumulo, in un'intervista a Milano Finanza.
Di seguito, i punti principali evidenziati dal manager della società che, per crescere, sta per completare una gigafactory per cui è servito uno stanziamento di 42 milioni di euro.
Critica al contesto italiano
Con l'Asta Macse 2028, a cui partecipano i clienti a cui Energy fornisce le tecnologie, ci sono in palio 1,5 miliardi di euro per 10 GWh di nuova capacità di accumulo, con scadenza progetti il 17 luglio e gara il 30 settembre 2025. Ma la base d’asta troppo bassa: favorirà tecnologie cinesi di qualità inferiore, rischiando di saturare il mercato europeo.
Esempi di Spagna e Francia
La Spagna anticipa da subito il regolamento UE (dal 2026) che impone almeno il 40 % di contenuto europeo nei sistemi di accumulo, vincolando anche i 700 milioni di euro di fondi UE al “made in Europe”. Scelta definita "saggia e strategica" per evitare l’azzeramento delle filiere europee sotto la pressione dell’overcapacity cinese.
In Francia c’è un cofinanziamento fino al 60 % del costo di costruzione delle gigafactory. In Italia, invece, non esiste ancora un sostegno analogo.
Proposte per l’Italia
Introdurre regole coerenti e “condizioni minime di equilibrio” nelle gare. Riservare almeno una quota (anche solo il 2 %) dell’asta Macse a fornitori europei, con un leggero sovrapprezzo (30–40 %) considerato un investimento nella filiera.
Strategia di export e mercati esteri
Nel 2024 l’export di Energy è cresciuto di circa il 20 % annuo. Circa il 20 % dei sistemi viene esportato, principalmente nei Paesi DACH (Germania, Austria, Svizzera) e nel Benelux. Il mercato USA è attualmente precluso dai dazi. L’azienda non intende abbandonare il mercato italiano, purché si creino regole più favorevoli.
Websim Corporate Research
Websim Corporate Research copre il titolo di Energy con giudizio BUY e target price a 1,4 euro.